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I VIRUS INFLUENZALI

Pur esistendo diverse famiglie di virus responsabili delle principali patologie dell’apparato respiratorio, l'Influenza è un affezione causata dai virus della famiglia degli Ortomixoviridiae.

I virus influenzali appartengono a tre ceppi distinti, A e B, responsabili della sintomatologia influenzale e il ceppo C, meno significativo da un punto di vista clinico, causa di infezioni simili al raffreddore. In genere ogni anno i virus influenzali vengono definiti con un nome geografico che indica la zona in cui sono stati segnalati i primi casi, seguito dal numero del ceppo isolato e dalla data di isolamento. Il sottotipo specifico viene identificato da una sigla che si riferisce alla composizione degli antigeni presenti sul virus.

 

I virus di tipo A circolano sia nell'uomo che in altre specie animali (uccelli, maiali, cavalli) e sono a loro volta suddivisi in sottotipi. Di solito il virus si trasmette dagli uccelli al maiale e da quest'ultimo all'uomo. I virus di tipo B sono presenti solo nell'uomo e non esistono sottotipi distinti. In secondo luogo, i virus dell'influenza sono mutanti, cioè si modificano di anno in anno, obbligando così il nostro sistema immunitario a produrre ogni volta nuovi anticorpi in grado di affrontarli e sconfiggerli.

 

LE VIE DI TRASMISSIONE

I virus dell'influenza entrano nel nostro organismo attraverso le narici o la bocca, e si propagano alla gola e lungo il resto delle vie respiratorie.

L’infezione viene trasmessa quindi da individui infetti che eliminano il virus con la tosse, gli starnuti, o semplicemente parlando. L’influenza si diffonde tipicamente durante il tardo autunno e l’inverno, le cui condizioni climatiche favoriscono la trasmissione del virus, mentre una delle cause che favorisce il contagio è rappresentata da ambienti chiusi e poco areati.

 

VIRUS DELL'ANNO IN CORSO

Rispetto alla stagione precedente, qui nell'emisfero settentrionale, L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha inserito due nuove varianti nella composizione dei vaccini trivalenti e quadrivalenti contro l'influenza.

La composizione è stata decisa alla fine di febbraio, e segnalata dal Centro di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità (ISS), ed è stata confermata a settembre.

I ceppi virali indicati per la stagione invernale 2016-2017 sono i seguenti:

 

A/California/7/2009 (H1N1) pdm09

A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2)

B/Brisbane/60/2008

B/Phuket/3073/2013

 

NB: Le preparazioni omeopatiche antinfluenzali OTI per la stagione invernale 2016-2017 sono state prodotte nel periodo primaverile, secondo le indicazioni fornite della OMS e del Centro di Epidemiologia per la produzione dei vaccini, e sono disponibili in commercio già dalla fine del periodo estivo.

 

LA VACCINAZIONE OMEOPATICA

A differenza di altre malattie virali, per l'influenza non vale il principio che una volta contratta la malattia l'organismo rimane immunizzato e questo perché i virus influenzali, soprattutto quelli del ceppo A, sono geneticamente instabili e quindi tendono a cambiare ogni anno. Una delle caratteristiche peculiari di questi microrganismi risiede nella frequenza con cui subiscono cambiamenti nella struttura esterna del capside, particolarità che ne altera l'antigenicità e le proprietà infettive. L'alterazione della struttura antigenica del virus dà origine a ceppi virali contro i quali non vi è alcuna resistenza da parte della popolazione e, quindi, induce lo sviluppo di epidemie circoscritte ai mesi invernali (virus A e B), o addirittura di pandemie (virus A) che compaiono ogni 10-30 anni con esiti drammatici.

Per questi motivi, come indicato a proposito del ceppo omeopatico Influenzinum dalla Farmacopea Omeopatica USA (HPUS) la composizione del vaccino deve essere aggiornata tutti gli anni e la sorveglianza è fondamentale per preparare il vaccino per la stagione successiva in base ai ceppi che hanno avuto maggior diffusione nell’ultimo periodo epidemico.

La vaccinazione omeopatica innesca una risposta nei confronti dell'antigene influenzale in base sia ad un principio immunologico che al principio della similitudine, proprio dell'omeopatia (similia similibus curantur) introdotto da Samuel Hahnemann agli inizi del XIX sec.
La vaccinazione omeopatica esplica quindi la sua azione attraverso un meccanismo energetico che non ha alcuna controindicazione.  

Il materiale di partenza nel vaccino omeopatico OTI, cioè la miscela dei virus influenzali di partenza, viene preparata ogni anno a partire dagli stessi ceppi indicati dal Centro Epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità, diluiti e dinamizzati secondo i riferimenti della Farmacopea omeopatica USA (HPUS – Influenzinum), attenuando gli effetti secondari e potenziando gli effetti terapeutici primari. 

 

CURIOSITA’ E CENNI STORICI SULL’INFLUENZA

Il termine Influenza deriva dalla concezione astrologica e dalla dottrina miasmatico-umorale di questa malattia. La dottrina miasmatico-umorale era una teoria diffusa in campo medico che spiegava l'origine delle malattie infettive attraverso la diffusione nell'aria dei cosiddetti miasmi e delle particelle velenose che provenivano da essi e che venivano a contatto con l'uomo. La parola “influenza” venne introdotta all’inizio del Quattrocento in Italia per indicare una patologia “influenzata” da eventi particolari, quali congiunzioni astrali sfavorevoli: «Ab occulta coeli influentia».

Ippocrate descrisse per la prima volta i sintomi dell’influenza umana. “Tosse secca, raucedine, stato di prostrazione in forma epidemica in coincidenza con l’equinozio d’autunno.

Avicenna, medico, filosofo e matematico persiano, descrive per la prima volta una pandemia influenzale causata da congiunzioni astrali sfavorevoli.

Tra le prime pandemie dell’era moderna si ricorda quella che tra il 1426-1427 si diffuse attraverso Spagna, Francia, Olanda e le Isole Britanniche. Nell’Inghilterra Occidentale si raggiunse una mortalità del 5% della popolazione.