IPOCROM

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L'integrazione con IPOCROM capsule

IPOCROM è un integratore utile in tutti i casi in cui vi sia carenza di ferro con la dieta. In particolare per le donne in gravidanza (dalla conferma dello stato e fino a tre mesi dopo il parto), il Ministero della Salute consiglia l’assunzione di Ferro ed Acido Folico (o folato), fondamentali per la salute della donna e del feto, con particolare riferimento alla significativa riduzione dell’incidenza dei difetti del tubo neurale (DTN) nel bambino. Anche recentemente la letteratura scientifica sottolinea l'importanza dell’integrazione di ferro e acido folico nelle donne in gravidanza, anche nei paesi industrializzati, sopratutto in Europa (Becker et. al. 2016). 

Essendo il ferro gluconato una fonte di ferro non eme, la Vitamina C e il Rame (come rame gluconato) sono stati aggiunti alla formulazione per garantirne un più efficace assorbimento, così come raccomandato dal Ministero della Salute.

IPOCROM rappresenta inoltre una fonte di integrazione per la Vitamina B12 che contribuisce all’assorbimento ed all’utilizzo del Ferro da parte dell’organismo.

Diversi studi osservazionali ed epidemiologici hanno inoltre messo in evidenza che uno squilibrio tra i valori serici di folato e vitamina B12 (alti livelli di folato e bassi livelli di vitamina B12) sono spesso correlati a problematiche molto serie sia per la gestante, come l'obesità nelle fasi precoci della gravidanza e il diabete mellito gestazionale (Sukumar et al. 2016), che per il feto come la macrosomia fetale, l'insulino resistenza, e l'adiposità o il sottopeso alla nascita (Paul & Selhub 2016). Studi in vitro hanno inoltre evidenziato che lo sbilanciamento del rapporto tra acido folico e vitamina B12 causa alterazioni molecolari e cellulari a livello dei trofoblasti placentari (Shah et al. 2016). Questi importanti lavori quindi confermano come la Vitamina B12 assuma un ruolo funzionale essenziale nella formulazione di IPOCROM, in relazione alla salute delle donne in gravidanza e del feto.

Nelle donne in età fertile, salvo un diverso parere medico, una capsula al giorno contiene una quantità di ferro sufficiente per garantire, secondo i parametri stabiliti da EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare), il ripristino delle normali riserve di ferro.

La quantità di ferro assunta con IPOCROM è ampiamente inferiore ai limiti in cui è generalmente riconosciuta la manifestazione di sintomi avversi cronici. La maggior parte degli effetti gastrointestinali avversi si sono registrati a dosi intorno ai 50-60mg/die. Si consiglia comunque l'assunzione di IPOCROM a stomaco pieno.

 

Aspetti fisiologici dello ione Ferro

Il Ferro è una specie chimica piuttosto reattiva, capace di produrre reazioni di ossido-riduzione specie in presenza di ossigeno. Per questo motivo negli organismi animali il ferro si trova sempre legato a proteine, tramite il complesso eme, che ne regolano lo stato di ossidazione. Nell'organismo umano circa il 60% del ferro totale è contenuto nei quattro gruppi eme dell'emoglobina mentre un terzo circa è conservato nella ferritina che rappresenta la forma di riserva del ferro. La restante parte si ritrova nella mioglobina e nella transferrina.

La principale fonte di ferro è rappresentata dall'alimentazione. Gli alimenti di derivazione animale, in particolare la carne, ma non il latte e i latticini, sono ricchi in ferro legato al gruppo eme (ferro eme). Negli alimenti di origine vegetale, ma anche nel tuorlo d'uovo, il ferro si trova invece in forma libera (ferro non eme).

La carenza di ferro provoca anemia (soprattutto in caso di emorragie, durante la gravidanza e nell' allattamento), debolezza, letargia, stipsi, e anche vulnerabilità alle infezioni. L'assunzione insufficiente di ferro può provocare esiti avversi nella gravidanza, uno sviluppo psicomotorio alterato e anche una riduzione della prestazione conoscitiva.

L'assorbimento del ferro avviene a livello dell'intestino, nel duodeno. Gli enterociti sono in grado di assorbire il ferro eme direttamente, mentre il ferro non eme di solito deve essere ridotto, ad esempio tramite l'azione dell'acido ascorbico, prima di poter essere assorbito. Questo è uno dei motivi per i quali si consiglia l'associazione del ferro alla Vitamina C nell'integrazione nutrizionale. Il rame è un altro importante oligo-elemento che il ministero della salute consiglia di associare sempre all’integrazione del ferro.

L’apporto giornaliero del ferro consigliato attraverso l’alimentazione o l'integrazione può variare moltissimo in relazione all'età ed al sesso. Secondo le valutazioni EFSA, ad oggi le assunzioni quotidiane raccomandate sono basate sulla quantità di ferro ingerito necessaria al riassorbimento della quota di ferro che viene escreto ogni giorno.

Nei bambini in età prescolare, il comitato scientifico sugli alimenti raccomanda un'assunzione giornaliera di 6 mg e 4 mg per i neonati di età compresa tra 0,5-1 anno e 1-3 anni, rispettivamente, supponendo una percentuale di assorbimento del ferro intorno al 15% rispetto alla razione giornaliera assunta con l'alimentazione (SCF, 1993).

Un maschio adulto perde circa 1 mg Fe/giorno, per lo più dall'intestino (Verde et al., 1968) e un apporto giornaliero di circa 10 mg Fe è necessario per sostituire questa perdita basale, supponendo che l'assorbimento sia circa del 10%, della assunzione totale di ferro (8-10mg Fe/giorno) con l'alimentazione (SCF, 1993; FNB, 2001; Arbeitsgruppe Referenzwerte für Nährstoffzufuhr, 2000).

Per le donne in età fertile, la perdita di ferro durante il ciclo mestruale è stimata in circa 1,6 mg Fe/giorno (nel 95% delle donne), a cui si aggiunge la quantità persa con le feci, per un totale di circa 2,5 mg Fe/giorno (Baynes e Bothwell, 1990). Supponendo un assorbimento medio del 10-20% si consiglia un'assunzione di 15-20 mg Fe/giorno per le donne nell'età riproduttiva (SCF, 1993; FNB, 2001; Arbeitsgruppe Referenzwerte für Nährstoffzufuhr, 2000).

Durante la gravidanza, circa 450 mg di Ferro sono necessari per consentire l'aumentata eritropoiesi, mentre circa 320-390 mg totali sono trasferiti al feto ed alla placenta, il che risulta in una domanda supplementare totale di 770-840 mg Fe. Questa richiesta suddivisa su 270 giorni di gravidanza corrisponde a circa 3 mg Fe/giorno e può essere garantita da un'assunzione di 30 mg Fe/giorno (FNB, 2001; Arbeitsgruppe Referenzwerte für Nährstoffzufuhr, 2000).

 

Rischi di un eccessivo assorbimento di ferro

I rapporti sui casi di avvelenamento accidentale con ferro medicinale, soprattutto nei bambini piccoli, indicano che l'eccessivo dosaggio del ferro produce danno acuto delle strutture gastrointestinali, epatiche, pancreatiche e cardiovascolari. Una dose orale acuta di 60 mg di ferro/kg peso corporeo può essere letale, ma dosi orali al di sotto di 10-20 mg di ferro/kg peso corporeo non causano tossicità sistemica acuta.

Effetti gastrointestinali avversi (per esempio, nausea, disturbi epigastrici, costipazione) sono stati segnalati a breve termine dopo dosaggio orale a concentrazioni pari a 50-60 mg al giorno di preparazioni supplementari di ferro non-eme, in particolare se assunto a stomaco vuoto.

Secondo il parere EFSA quindi, l'assunzione di ferro da integratori alimentari negli uomini e nelle donne postmenopausa può aumentare la percentuale della popolazione soggetta al rischio di sideremia. Per altri  gruppi a rischio per la carenza di ferro, come le donne durante il ciclo, in gravidanza ed i bambini, l'assunzione di ferro supplementare potrebbe rappresentare un valido contributo allo stato di salute generale. 

RIFERIMENTI

  • Becker W, Lindroos AK, Nälsén C, Warensjö Lemming E, Öhrvik V. Dietary habits, nutrient intake and biomarkers for folate, vitamin D, iodine and iron status among women of childbearing age in Sweden. Ups J Med Sci. 2016 Aug 25:1-5. [Epub ahead of print]
  • Sukumar N, Venkataraman H, Wilson S, Goljan I, Selvamoni S, Patel V, Saravanan P. Vitamin B12 Status among Pregnant Women in the UK and Its Association with Obesity and Gestational Diabetes. Nutrients. 2016 Dec 1;8(12). pii: E768.
  • Paul L, Selhub J. Interaction between excess folate and low vitamin B12 status. Mol Aspects Med. 2016 Nov 20. pii: S0098-2997(16)30061-9. doi: 10.1016/j.mam.2016.11.004. [Epub ahead of print]
  • Shah T, Joshi K, Mishra S, Otiv S, Kumbar V. Molecular and cellular effects of vitamin B12 forms on human trophoblast cells in presence of excessive folate. Biomed Pharmacother. 2016 Dec;84:526-534. doi: 10.1016/j.biopha.2016.09.071. Epub 2016 Sep 28.
  • FNB (Food and Nutrition Board) (2001). Dietary Reference Intakes: Vitamin A, Vitamin K, Arsenic, Boron, Chromium, Copper, Iodide, Iron, Manganese Molybdenum, Nickel, Silicon, Vanadium and Zinc. Institute of Medicine, National Academy Press, Washington D.C.
  • SCF (Scientific Committee on Food) (1993). Reports of the Scientific Committee on Food (31st series). Commission of the European Community, Luxembourg, pp. 177-189.
  • Arbeitsgruppe: Referenzwerte für die Nährstoffzufuhr (2000). Umschau Braus Verlag, Frankfurt, pp174-179.