Redazione

Siamo tutti a conoscenza dello stress ossidativo che deriva dalla produzione eccessiva di specie reattive dell’ossigeno (Reactive Oxygen Species, ROS) che originano da diverse fonti esogene ed endogene, come il normale metabolismo o l’infiammazione e che portano alla diminuzione delle difese antiossidanti (Cooke M.S. et al., 2003; Biswas S.K. et 19 al., 2016). Se ne parla da anni e tutti noi abbiamo acquisito le conoscenze opportune. A me interessa soffermarmi però sull’incidenza dello stress ossidativo ai danni del cervello.

L’encefalo consuma il 20% dell’ossigeno dell’organismo. Ne consegue che il cervello è particolarmente predisposto allo sviluppo di stress ossidativo, e di conseguenza anche al danno ossidativo.

I risultati derivanti da studi su modelli animali hanno dimostrato che ci sono importanti effetti dannosi causati dallo stress ossidativo sul SNC (Khan R.S. et al., 2014; Xu B. et al., 2019). Pertanto, è stato proposto che lo stress ossidativo possa contribuire al danno neuronale nel cervello in via di sviluppo di bambini geneticamente suscettibili al DSA (Disturbo da Spettro Autistico) e ciò potrebbe rappresentare un importante fattore nello sviluppo di tale disturbo, uno studio (Rose S. 21 et al., 2012) ha confermato un aumento dello stress ossidativo nel cervello di pazienti con DSA. Valutando i biomarkers dello stress sono risultati diminuiti il glutatione ridotto e il rapporto glutatione ridotto/glutatione ossidato nelle regioni cerebrali dei soggetti con DSA.

Pertanto la somministrazione di Glutatione in bambini affetti da Disturbo da Spettro Autistico sembra avere un rationale significativo e tracciare una delle possibili vie terapeutiche che si collocano nell’approccio curativo di tale disturbo.

Esistono oggi prodotti in grado di fornire un adeguato apporto di Glutatione, i più efficaci sono quelli in forma liposomiale, molto più assorbibile e con ottima compliance. Possono essere somministrati anche nell’infanzia e per lunghi periodi di tempo.

Anche gli Omega-3 EPA ( ac. eicosapentanoico) e DHA ( ac. docosoesanoico), oltre al ben definito ruolo per la salute cardiovascolare, sono stati considerati un’importante integrazione per i danni neuronali.

L’acido docosaesaenoico (DHA), in particolare, è l’acido grasso n-3 più abbondante nel cervello ed è essenziale per il mantenimento delle funzioni cerebrali nel corso della vita umana. Il DHA è contenuto nella fosfatidilserina uno dei fosfolipidi più rappresentati nella membrana delle cellule nervose e sembra essere coinvolto principalmente nella neurogenesi e nella differenziazione neuronale. Siamo pertanto portati a pensare che l’integrazione di Glutatione liposomiale e Omega 3 possa rappresentare un valido aiuto in tutte le condizioni neurologiche disfunzionali, in particolare nei disturbi dello spettro autistico dei bambini in cui sembrano entrambi produrre significativi miglioramenti del quadro clinico.

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