Marco Lombardozzi

Un interessante studio di qualche anno fa del dr. Claude Lagarde, farmacista e biologo francese, sembra oggi molto attuale in relazione allo  sviluppo della Nutraceutica. Lagarde ha definito  sette terreni o biotipi su base fisiologica creando un profilo che ha definito bionutrizionale C.H.A.N.B.I.O.

Questo profilo esprime l’andamento del metabolismo cellulare in relazione agli aspetti biologici e nutrizionali.

Vi sono terreni che esprimono carenze (C.H.A.) e quelli che esprimono accumulo di tossine (B.I.O.), mentre il terreno N. esprime la modalità intermedia reattiva.

IL TERRENO C

Il terreno C corrisponde a una ridotta biodisponibilità degli acidi grassi anti-infiammatori (acido linoleico, alfalinolenico, gammalinolenico etc.). È il risultato di una dieta ricca di acidi grassi saturi e scarsa di oli spremuti a freddo e semi oleoginosi. Anche terapie chimiche prolungate possono contribuire a questa carenza.

Per migliorare questa carenza attraverso la nutrizione si deve usare per la cottura olio extravergine di oliva spremuto a freddo.

Tra i vegetali occorre preferire: valeriana e avocado. Tra le spezie prediligere: basilico, cumino, zenzero, peperoncino.

Fare uso quotidiano di mandorle, noci, nocciole, semi di girasole.

Limitare invece: carne rossa, latticini, margarine.

IL TERRENO H

Il terreno H viene definito Ipoglicemico. Esprime l’ introduzione di carboidrati in eccesso, soprattutto ad alto indice glicemico con conseguente iperstimolazione di insulina e correlati episodi ipoglicemici. In particolare il soggetto che si colloca in questo terreno fa uso eccessivo di zuccheri semplici, presenti anche nelle bevande industriali, che vengono rapidamente assorbiti provocando un drastico rialzo glicemico, la classica situazione definita sindrome metabolica o insulino resistenza.

La terapia bionutrizionale prevede l’eliminazione di tutti gli zuccheri raffinati e anche gli edulcoranti di sintesi (aspartame, steviolo). Per dolcificare usare solo lo zucchero di canna integrale.

Preferire: cereali integrali e farine integrali cibi ricchi di vitamine del gruppo B: uova, avocado, pesce, semi di girasole, fagioli bianchi.

IL TERRENO A

Il terreno A è quello acido-demineralizzato. Può essere conseguente all’assunzione eccessiva di alimenti con PRAL positivo (Il PRAL è l’acronimo di Potential Renal Acid Load ed è il parametro con cui si misura la capacità acidificante degli alimenti. È positivo negli alimenti acidificanti e negativo in quelli alcalinizzanti).

Il terreno A viene rilevato nelle diete iperproteiche o povere di frutta e verdura, alcalinizzanti.

Può essere dovuto anche a stati infiammatori cronici, a condizioni permanenti di ipersimpaticotonia o ipercortisolemia, questi ultimi riconducibili a stati emozionali correlati a tensione, distress, paura, ansia e angoscia.

Queste situazioni producono da parte dell’organismo il richiamo di minerali alcalinizzanti nei tessuti acidificati per riequilibrare il PH, ma così avviene un impoverimento di minerali nei tessuti con le ovvie conseguenze, e inoltre questi minerali che si depositano nelle zone acidificate tendono a calcificarsi, da qui la produzione per esempio di calcoli renali o biliari o calcificazione dei vasi artero-venosi.

Nel caso del terreno A bisogna preferire alimenti alcalinizzanti come verdure fresche (eccetto pomodori, asparagi e carciofi). Frutta. Frutta secca e essiccata (eccetto mele e albicocche). Semi di zucca e girasole. Cannella, curry, zenzero. Ridurre latte e derivati e carne, farine raffinate, the nero, caffè e cioccolato.

TERRENO N

Il terreno N, Neurodistonico, è quello che si pone da intermediario tra i terreni carenti e quelli da iperaccumulo. È verosimilmente conseguente a un eccessivo logorio dei neurotrasmettitori o a una carente introduzione alimentare dei loro precursori. Probabilmente questo terreno è l’indice della componente emozionale che si scarica sulla realtà somatica. (Psicosomatica)

Dal punto di vista nutrizionale bisogna privilegiare i nutrienti importanti per il sistema nervoso quali gli aminoacidi precursori della dopamina e serotonina presenti nella carne, ricotta di pecora, cereali integrali.

Alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, in particolare: uova di galline allevate a terra, avocado, legumi. Sono sconsigliati il latte, gli zuccheri raffinati, le bevande zuccherate industriali (inclusi succhi di frutta industriali).

TERRENO B

Corrisponde al terreno baso-colitico ed è uno dei più importanti o comunque il più diffuso dei sette terreni. Coinvolge tutto il tubo digerente con particolare focalizzazione sul colon. Può essere correlato a disbiosi, a permeabilità intestinale (Leaky Gut Syndrome), a SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) con eccessiva presenza batterica intestinale, infezioni micotiche, intolleranze alimentari.

Nello specifico alimentare vanno privilegiati cibi vegetali crudi, in particolare: zucchine, zucca, finocchi, insalata, sedano. Frutta cruda, evitando però ciliegie, albicocche, datteri, cachi, perché ricchi di FODMAP ( Fermentable Oligo-Dimonosaccharides And Polyols). Cereali con poco glutine come riso basmati, quinoa, farro, grano saraceno, mais.

Molto utili anche gli alimenti ricchi di AGPI (acidi grassi polinsaturi) quali semi di girasole, noci, mandorle, olio extra vergine di oliva spremuto a freddo, salmone, alici, sgombri e frutti di mare. Avocado.

Bisogna evitare carni grasse e rosse e il latte e derivati, soprattutto formaggi freschi come mozzarella.

TERRENO I

Il terreno Intossicato corrisponde all’accumulo di tossine, in particolare al livello degli emuntori. Ciò può essere dovuto alla carenza di elementi essenziali alla funzione detossinante delle cellule, oppure a sovraccarico di elementi tossici quali metalli pesanti, pesticidi, additivi alimentari, alcol, tabacco.

In questo terreno sono in gioco anche prodotti tossici endogeni per scarsa funzionalità enzimatica primitiva, come ad esempio nella sindrome di Gilbert, oppure processi infiammatori cronici che elevano il livello tossinico reattivo.

La terapia correttiva si avvarrà di integratori a base di taurina, cisteina, glutatione e di oligoelementi come il manganese, il selenio.

Dal punto di vista alimentare bisogna privilegiare i cibi ricchi di composti sulfurei  per la loro proprietà di eliminazione tossinica, per cui consiglieremo: aglio, cipolla, legumi, asparagi, cavolo, avocado, anguria, pompelmo.

Tra le spezie: curcuma, zenzero, cardamomo, cumino, peperoncino.

Evitare i grassi saturi cis-trans (margarine, piatti preparati industrialmente, pasticceria industriale).

TERRENO O

L’ultimo dei sette terreni è quello legato all’ossidazione o stress ossidativo. La presenza eccessiva di radicali liberi segnala il valore elevato di questo terreno. Ciò può essere dovuto a condizioni infiammatorie croniche, a patologie neoplastiche e nella degenerazione legata all’invecchiamento.

Il paziente con elevato terreno O per essere riequilibrato ha bisogno di integratori ricchi di molecole scavenger, che abbiano quindi gruppi sulfidrilici e antiossidanti. Questo terreno è quello che più degli altri, quando elevato, richiede attività fisica all’aria aperta.

Il programma alimentare prevede in questo caso l’uso di cibi ricchi di antiossidanti: verdure e frutta in primis, le verdure consumate all’inizio del pasto. Tra le frutta mirtilli, lamponi, more, ribes, uva. Tra i cereali preferire l’orzo, ricco di S.O.D. (Super Ossido Dismutasi).

Aglio, cipolla, legumi. Pesce azzurro di qualsiasi tipo.  Tra le spezie: pepe nero, zafferano, cardamomo. Anche in questo caso vanno limitate le carni grasse e rosse e il latte vaccino con i suoi derivati, soprattutto freschi.

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